Dallas Powers: The Roomsounds – Elm St.

the roomsounds - elm st.
Lo ricorderanno tutti i lettori: Elm St. è la famigerata strada in cui per la prima volta si manifestava Freddy Krueger. Ma per gli appassionati di musica la cosa non si ferma qui, perché una via omonima esiste effettivamente a Dallas, Texas, ed è ab immemore l’epicentro (uno degli epicentri, quantomeno) della brulicante scena musicale cittadina.

Da questo microcosmo di creativi, sfaccendati, affamati o semplici curiosi vengono anche i Roomsounds. Un quartetto fondato da Ryan Michael, transfugo da trascorsi punk nel natio Connecticut, con il chitarrista Sam Janik, il bassista Red Coker e il batterista Dan Malone, con l’obiettivo dichiarato di far rivivere il migliore classic rock della tradizione a stelle e strisce, àuspici le migliori colonne portanti britanniche: e dunque via di Tom Petty & the Heartbreakers, Allman Brothers Band, blues elettrico, neo-garage d’inizio millennio, sprazzi country e tutto l’armamentario, ottimamente sorretto da un’immagine perfetta, vintage ma non oltranzista.

Del 2012 è il debutto “Ripper”, che irrompe sulla scena d’oltreoceano causando un certo qual passaparola per la qualità della proposta. Alla quale fa seguito ora, dopo tre anni e oltre duecentocinquanta concerti, il nuovo LP, intitolato giustappunto “Elm Street”, in uscita domani 25 marzo. Inciso a Muscle Shoals e già questo basterebbe; ma in realtà l’indicazione è fuorviante, perché, rispetto al passato, le tendenze melodiche sono aumentate a descapito dei decibel (“Mentre il nostro primo album era più rock ispirato dal blues, questa volta mi sono orientato maggiormente verso un’atmosfera power pop. Ho suonato una Rickenbacker per un po’, che in un certo senso si presta ad un jangle alla Beatles, Byrds e Tom Petty. E poi mi sono trovato ad approfondire band come i Badfinger, i Big Star, e Nick Lowe. Ma, alla fine, sono sempre quattro accordi nello spirito del rock ‘n’ roll“, ha dichiarato Ryan Michael, chitarrista-cantante e principale compositore), per un risultato comunque di ottimo livello. E, per sincerarsene prima di scucire i sudati denari, qui si può ascoltare in anteprima l’intero “Elm St.” in streaming.

Dei Black Crowes per il nuovo millennio? Chissà. Intanto, però, i Roomsounds sono pronti per riempire la stanza. La mia di sicuro. Spero non sia l’unica.

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