Ma non è necessario che tutti credano al dramma perché questo si svolga.

A sedici compiuti andavo in guerra
Col Ciel fiancheggiatore e piroarmato
Per una mi battevo eroica terra
Sì dei miei giorni il computo ho azzerato
Con marcia e pugna e sangue e poi sotterra
Né mai d’etade il numero ho allungato,
Ma al tempo già sapea
Che un anno di trincea
Di vita è quanto basta pel soldato.

Ci offrimmo volontari e a fianco al nome
Scrivemmo due anni in più dell’età vera
Famelici di vita e arditi come
I cari ai cronachisti d’ogni era.
Per Marte issammo e Venere le bome
E diecimila spalla a spalla s’era,
Con sete per il Crucco
Ma il rat-tat-ta cacciucco
ci fea. Questo è il destino pel soldato.

Sentii il suo grido e poi cader lo vidi
Nel gozzo “Mamma!” il sangue gli strozzava
Caddi al suo fianco, e pei tristi lidi
Partimmo, ed a vicenda s’aggrappava.
Riverso in interiora e mota e eccidî
Piansi mentre il suo corpo raggelava.
La madre invocai, che non giunse mai,
Ma che colpa avevo per questi guai?
I morti diecimila e il dì a metà
E più nessuno che ne abbia pietà.

Ma tanto è così che va pel soldato.

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