Nur wer die Sehnsucht kennt…

Quest’anno devo essere stato buono. Perché, nonostante la scarsa voglia di festeggiare il Sol(ito) Invictus, i più diversi, e in un certo senso inattesi, mi hanno omaggiato di presenti – quale ingente, quale minuto; tutti graditissimi – sinceramente a ciel sereno, giacché, aduso a scansare i doveri stagionali al di fuori dello stretto indispensabile per legami di sangue, doverosa cortesia o quieto vivere, mai mi ero prefigurato di venire inondato di “pensieri tangibili” (locuzione consumistica se mai ce ne fu una) in siffatta guisa. E però è andata così.

È, quindi, con l’animo agitato dal senso di colpa derivante dalla percezione non assistita da reciprocità e dal dubbio sull’opportunità, sia temporale sia morale, di una dazione successiva, con malcelata parvenza di corrispettivo anziché di liberalità, che mi avvio verso casa nella notte, umida nonostante non piova da mesi, interrogandomi se non sto invecchiando anzitempo per avere acconsentito a scambiare “Climbin’ The Walls” dei Wrathchild America con “The Big Prize” degli Honeymoon Suite e se è giusto sentirsi così spenti e distanti in un momento di esibita vicinanza reciproca, sincera o meno che sia. Non lo è, ma non so fare altrimenti. Non adesso, non oggi, non quest’anno.

Ecco, il mio augurio è che non vi sentiate, o dobbiate sentire, così, costretti in qualcosa che vi è estraneo e vi pare persino assurdo con, in più, il dovere di forzosamente prodursi in comportamenti controproducenti per la propria felicità. Statemi bene.

Avrei dovuto tenermi “Climbin’ The Walls”.
climbin' the walls

One thought on “Nur wer die Sehnsucht kennt…

  1. Trovando condivisibile il pensiero che non sia “giusto sentirsi così spenti e distanti in un momento di esibita vicinanza reciproca”, giacchè l’esibizione ha olezzo di rappresentazione, io ti auguro invece di continuare a percepire quel “qualcosa” come estraneo, e persino assurdo, perchè tale percezione è indice di lucida consapevolezza sulla natura di certe consuetudini sociali…
    Ho invece serissimi dubbi sulla necessità di farsi intrappolare da esse, obbligandosi a comportamenti controproducenti per la propria felicità.
    Trovo più sano, economico e socialmente positivo, perchè più sincero, sfoggiare il più serafico, sorridente, distacco, incamerando le dazioni con cortese tranquilla certezza che ognuno-me compresa-, quando regala, lo fa per soddisfare un bisogno proprio.Di qualsiasi natura esso sia.
    Grazie di averci regalato questo stimolante articolo, Orgio. La cui scrittura naturalmente serviva, in primo luogo, a te. Come tutti i regali (di Natale o meno). 😉
    Ciao

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...