Semper fidelis. Vent’anni di “Alta Fedeltà” e un invito.

Nick Hornby - High Fidelty cover
Sono trascorsi ormai due decenni da che Nick Hornby pubblicò quello che rimane il suo romanzo più famoso, un resoconto della vita spesso miserevole ma ricca di sentimento di quanti, a vari livelli, hanno fatto della musica la loro ragione esistenziale e magari anche una fonte di reddito. In Italia la storia di Rob, Laura e gli altri arrivò poco dopo, ma fu subito accolta con entusiasmo dal pubblico dei lettori, divenendo ben presto un culto e portando in alto la fama dell’autore londinese, al punto che lo stesso Hornby ha commemorato la ricorrenza con un articolo giornalistico, tradotto e pubblicato anche in Italia.

Nutro affetto per “Alta Fedeltà”, che lessi nel 1999, quando dalle mie parti la sua esistenza era ancora una curiosità, e infatti la copia di cui fruii mi giunse in prestito da un’amica che ne era a sua volta comodataria. Mi innamorai subito di Rob e delle sue sfortune, e, vista la quasi totale sovrapponibilità tra i principali elementi narrativi e la mia situazione, era difficile che ciò non accadesse. Vorrei, quindi, onorare quest’opera così influente, quantomeno nella percezione, da parte del pubblico cosiddetto generalista, degli acquirenti e fruitori terminali di dischi (due categorie, acquirenti e fruitori di dischi, al tempo sostanzialmente coincidenti, ora quasi per nulla, come spiega anche Hornby nell’articolo citato) e della portata potenzialmente onnicomprensiva della loro passione con una proposta ai miei venticinque lettori (bene che vada).

Una delle caratteristiche del protagonista è di stilare la Top 5 di qualunque cosa, dalle canzoni ai libri, dai film alle relazioni. Ebbene, devoti a questa peculiarità del nostro Rob, la proposta è di profonderci anche noi nel vuoto ma gratificante esercizio classificatorio, ma con qualche peculiarità, dettata dalla ricorrenza ventennale dalla pubblicazione e dalla caratterizzazione che la musica dà all’opera. Vi invito, quindi, a redigere una classifica delle 20 canzoni che hanno plasmato la vostra vita; disponetele in ordine cronologico rispetto a voi, agli accadimenti che vi hanno segnato e dei quali le canzoni sono state la colonna sonora, fregandovene della data di uscita e se eravate maturi o addirittura vivi quando veniva pubblicato il singolo brano, ché tanto la musica (o meglio, il suo funzionamento) è sempre la stessa. Pensate a voi. Venti brani per raccontarvi, ognuno di voi nel suo specifico percorso di vita. Li scegliete, li compilate in ordine e poi li pubblicate in fondo a questo post, nei commenti. Vi mettete a nudo senza spogliarvi, ché fa sempre bene (conosci te stesso, diceva quel greco indemoniato), e tributate i giusti onori ad un romanzo che ne merita, siate o meno fan della musica pop. Che dite, ci state?

Invito esteso a tutti i vostri conoscenti, reali o telematici, beninteso.

4 thoughts on “Semper fidelis. Vent’anni di “Alta Fedeltà” e un invito.

  1. Smooth criminal – Michael Jackson 1992
    Living on my own – Freddie Mercury 1993
    Smells like teen spirit – Nirvana 1998
    Black – Pearl Jam 2000
    Hallelujah – Jeff Buckley 2000
    The river – Bruce Springsteen 2001
    First we take Manhattan – Leonard Cohen 2001
    Song to the siren – Tim Buckley 2001
    Beside you – Van Morrison 2002
    Dead leaves and the dirty ground – White stripes 2002
    Downbound train – Tom Waits 2002
    Taxman – The Beatles 2003
    Sexual healing – Marvin Gaye 2003
    Paint it black – Rolling stones 2003
    The ballad of El Goodo – Big Star 2004
    Be my baby – The Ronettes 2004
    Cripple and the starfish – Antony and the Johnsons 2004
    Needles and pins – The Ramones 2005
    All my little words – Magnetic fields 2006
    Fisherman’s blues – Waterboys 2010

    Ho cercato di essere onesto; le venti canzoni più importanti, e basta, dalla seconda elementare in poi. Nulla negli ultimi cinque anni di ascolti anche se di musica nuova ne ho ancora scoperta tantissima.

    ps complimenti per il blog, l’ho scoperto da poco e mi sto divertendo da matti a leggere tutto a ritroso 😉

    • Grazie Alfonso! Ottima playlist, molto variegata ed è giusto così, ché variegata è in primis la vita.
      Spero che anche il pregresso di Note in Lettere incontri il tuo gradimento.

  2. Variegato è pure il blog: bello passare dall’hard rock da FM al punk italiano al garage/british invasion/primapsichedelia alle ibridazioni tra rebetiko (del quale ignoravo pure l’esistenza) e surf. Continua continua 😉

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