Were kisses all the joys in bed, one woman would another wed: Lisa And The Lips – Lisa And The Lips

  
Ike Turner è sottoterra e Tina naviga verso gli ottanta immersa in una melassa di stardom ottenuta dal pop plastificato. Dimenticateli.

I nuovi Ike e Tina non vengono dal Sud, ma dalla California. Né sono entrambi neri. E, a quanto pare, la loro vita familiare non è per nulla burrascosa. I nuovi Ike e Tina non hanno bisogno di inventare il rock ‘n’ roll e una delle sue più convincenti ipotesi di crasi con il soul, perché sanno che i vecchi glielo hanno lasciato in eredità e quindi basta raccogliere questa eredità. I nuovi Ike e Tina Turner si chiamano Bob Vennum e Lisa Kekaula.

Lui chitarrista bianco innamorato del rock ‘n’ roll più istintivo e selvatico, lei cantante meticcia (padre hawaiiano, madre nera) dalle movenze di un felino a cui è stata tirata la coda e dal tono profondo e sexy, le cui caratteristiche quasi ovviamente la indirizzano verso sonorità della tradizione afroamericana. Insieme per la forza della passione musicale e per il principio potente per cui gli opposti si attraggono. Nascono così, nel 1990, i BellRays, formidabile macchina da rock ‘n’ roll che batte palchi di ogni tipo in ogni dove e imprime a fuoco solchi di vinile. Ma non basta. Col passare del tempo tutta quella elettricità diventa un copione già visto e già sentito, una scusa per scaricare watt e decibel sul pubblico senza curare i dettagli, la profondità, le emozioni. Ci vuole un cambiamento.

E così, in cerca di nuovi stimoli, Ike e Tina si muovono. Oh se si muovono! Ingaggiano, infatti, cinque musicisti provenienti da almeno quattro diversi Paesi (Spagna, Olanda, Messico e USA), inventano la nuova ragione sociale Lisa And The Lips e si producono in una rilettura delle sonorità che nei Sessanta e i Settanta hanno reso immortale il contributo dei musicisti neri americani alle sette note novecentesche. Ne esce il debutto omonimo, datato 2014 ma non si direbbe. Opera pregna di un groove non comune e però classico, in cui niente è nuovo ma tutto è bello: le avvolgenti spire funk di Stop The DJ come lo sfrenato rhythm & blues di Mary Xmas, il gioiello southern soul di The Pick Up come la raccolta consolazione di cuori spezzati che risponde al nome di It Only Takes A Little Time. Dieci brani di rock ‘n’ soul, definizione scontata e però la più pertinente, con ritmiche orgiastiche, ottoni martellanti, chitarre ficcanti e, a sovrastare tutto, il ruggito lubrico di Lisa la pantera. Tutta roba che dal vivo promette di diventare esplosiva. Se poi si considerano i suoni giusti (né integralismo analogico né eccessi digitali), la durata esemplare (poco sotto i 40 minuti) e la copertina perfetta, evocativa nella sua semplicità, diventa difficile dimandare di più a un disco soul nel Ventunesimo secolo.

Dimenticate Ike e Tina, ora è il tempo di Bob e Lisa.

P.S. Lisa and The Lips sono attualmente in tour in Italia (oggi, 4 luglio, al Festival Beat di Salsomaggiore (PR), lunedì 6 all’Altroquando di Zero Branco (TV), sabato 10 all’Hana Bi di Marina di Ravenna). Se volete espellere un po’ di tossine, sapete come fare.

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